LEO AMICI
Le malelingue

Parla male solo chi non mi conosce e non viene a constatare di persona.
Con gli insulti che ricevi ci corazzi la tua fede.

Leo Amici è stato un uomo corretto, amorevole, giusto, concreto, disponibile.
Ha lavorato la terra, amato la gente, i poveri, tollerando anche le mentalità più lontane dalla sua; ha affrontato con amore ogni aspetto della vita. Ha subìto, nel silenzio e con il sorriso, torti, provocazioni, ingiustizie, malelingue e ostacoli posti anche dalla stessa gente che egli continuava ad amare, senza tradire mai la sua natura saggia e generosa. Non si è mai posto come punto di riferimento, non è mai salito in cattedra, nonostante il suo carisma, per divulgare o imporre il suo pensiero o indottrinare.
Il suo essere cristiano
è stato costante, nei fatti quotidiani, così come la fede in Dio ed in Gesù che ha saputo trasmettere e far vivere agli altri.
Tutto ciò lo ha fatto diventare, per migliaia di persone, un modello a cui riportarsi ed un esempio da seguire. Egli non amava parlare di sé, se non per trasmettere i veri valori della vita ed il giusto comportamento verso Dio e ripeteva che dal frutto si poteva constatare se la pianta era sana. Leo Amici era un uomo semplice, senza pregiudizi, che si faceva carico delle sofferenze e dei problemi altrui e sapeva che ognuno può ricredersi e cambiare la propria direzione.

“Siamo ragazzi equilibrati che vivono nella realtà della vita. Ci hanno giudicato male, hanno sparlato senza venire a constatare. Ma la realtà dei fatti è che il falso si sgretola, non dura a lungo e la verità prima o poi viene a galla. Non siamo degli illusi, camminiamo con i piedi per terra. Se ci insultano non scattiamo con violenza perché li comprendiamo: conosciamo il male e sappiamo che sono presi da quella materia.
E perciò non abbiamo difficoltà contro il male.
Prima di porgere l’altra guancia, tutto superiamo con l’arma dell’amore. Allora chi siamo?
Certamente amici”.

Leo Amici

Chi siamo

Lago di Monte Colombo, 1984

Leo Amici è morto due anni dopo aver scritto la seguente lettera in risposta ad alcuni giornalisti e sacerdoti. Furono infatti i giovani e le loro famiglie, provenienti da città italiane ed estere, che dal 1982 si prodigavano attraverso il volontariato per la realizzazione del Piccolo Paese del Lago, a chiedere a Leo Amici di definire la loro aggregazione e rispondere così ad alcune accuse mosse dall’incomprensione di una parte di opinione pubblica.
Chi siamo?
Siamo dei ragazzi uniti ai molti di tutte le città d’Italia e dell’estero.
Cosa facciamo?
Attuiamo a fatti quello che Gesù ha lasciato e la Chiesa insegna.
Non siamo contro nessuno, ma amiamo tutti, non inganniamo nessuno
perché non siamo falsi, sorridiamo pure a chi ci odia, a chi ci scaccia,
svolgiamo tutto con amore anche quando lavoriamo. Proveniamo da diverse religioni: protestante, ortodossa, buddista ecc…. ma adesso professiamo tutti un solo Dio, il Dio che la Chiesa insegna.
Hanno fatto delle polemiche perché abbiamo detto che siamo cattolici.
Chi fra noi prima era cattolico e frequentava la chiesa, oggi ancora la frequenta, ma con un altro stato d’animo. Non manchiamo mai alla Messa, non andiamo più nella parrocchia in cui andavamo prima, ma in una che ci resta più vicina. Forse non vedendoci più nella stessa parrocchia, si pensa che non frequentiamo più la Chiesa*.
Invitiamo tutti ad approfondire veramente per riscontrare la realtà.
Come Gesù disse: “Chi non è contro di me è con me”.
Saluti e pace a tutto il mondo.


*I volontari venivano ospitati dalle famiglie di associati che vivevano in paesi limitrofi al Piccolo Paese del Lago. Di conseguenza essi cominciarono a frequentare parrocchie diverse.