LEO AMICI
Andiamo, vie' con me!

Leo Amici ha lasciato scritti, poesie, parabole e risposte ai perchè posti da coloro che, sempre più numerosi, si riunivano intorno a lui per il suo semplice, ma efficace insegnamento di vita.

Maestro quanto ci vuoi bene? Mente mia non ha riposo, fosco e silenzioso è il mio respiro, immensi e grandi sono i miei figli, il cuore mio non trova riposo perchè grande è il mio amore per loro.

Come un “percorso”
Alcuni scritti di Leo Amici


L’uomo è un’immagine di Dio
modellato ed animato con tutti i componenti
e i valori completi e con un animo
immortale col giusto fine.

Dio ha dato all’uomo
un intelletto per ragionare,
una coscienza per riflettere
e una volontà per decidere.

In tutte le cose il troppo fa male,
il troppo nuoce,
solamente nella fede il troppo fa bene.

Ogni cosa terrena è un problema
per chi ha fede il problema è risolto.

Non bisogna guardare la vita terrena.
Che cos’è? Non è nulla.
Perché arrovinarsi di una vita breve
che si passa sulla terra
arrovinarsi per sempre nell’eternità?

Che cos’è la vita terrena?
La vita terrena è un passaggio così breve
che lascia la traccia del bene e del male.
Chi ha saputo tracciare il bene
conquista la più bella cosa dell’infinito
e chi ha saputo tracciare il male
non ha altro che conquistato
la città dolente.
Le azionacce è meglio riceverle che farle.

Non piangere mai sulle tue sofferenze
ma piangi sulle sofferenze degli altri.

Non cercare il male quando stai nel bene
ma cerca il bene quando stai nel male.

La migliore vendetta è il perdono.

Quando guardi una persona
non guardare la parte bassa,
ma guarda la parte alta
e analizzando non guardare quello che
dice, ma guarda quello che fa.

Le accoglienze più gradite
non cercate mai di farle a quelli più ristretti,
più amici e più cari
ma fatele a coloro magari che
vi hanno sempre schivato
e apritevi con il cuore
e dite a loro qualche parola di sincero.

Quando un uomo tira fuori i suoi
valori e li riconosce
diventa un ingranaggio vivente.
Se invece non li tira fuori e non
li riconosce, li soffoca.


L’accettazione
è
una fede salda che rende la personalità
umile, che risponde con un
sorriso e amore anche davanti al falso.

La fedeltà è una petola
della fede, illuminata dal cuore
che si acquisisce verso qualcosa
cui vuoi molto bene, o che ami,
o qualcuno che ti porta sui veri valori.

La fratellanza è una fusione di persone che si
assorbiscono le sostanze della comprensione avvolgendosi di un denso e delicato amore.

La Missione è un’opera assillante che
ti porta a dare, dare, dare,
senza stancarsi mai.
Mai e poi mai pretendere minimamente,
benchè un sorriso o un conforto per se stessi.
Mancheresti, se dovessi chiedere aiuto
a Dio o agli altri
per una dovuta forza per proseguire.
Ma deve esistere una ferrea accettazione
di tutte le sofferenze morali e spirituali.
Si può arrivare a questo con una fede totale
di certezza.

Il discepolo è colui che ha acceso
la prima fiammella della fede,
che ha dato il primo tasto a Dio facendolo suo
e che si assume la responsabilità di
un’impresa ardua al servizio di Dio,
sforzandosi con forza di volontà
di eliminare tutti i punti terreni,
volendo arrivare ad un’umiltà completa,
con una accettazione totale.

Andiamo, vie’ con me!
Ti porto a stà passata di calore.
Ci incamminiamo lungo stò sentiero.
Guarda, sò tutte spine!
E ogni tanto un fosso da saltà;
ma qui c’è un crepaccio!
Attento, là ‘na vipera che passa.
Oh! Fammi prende’ il braccio, non me lassà.
Non aver paura, e fatti più coraggio,
adesso andiamo più avanti
che stà montagna sta quasi pe’ franà.
Ma come, tu torni indietro?
Lo sai che io non voglio?
Che, manca l’umiltà!?
Bisogna andare avanti! Senza fermarsi mai,
sennò Iddio non lo troverai!
È questa la questione di ogni paraguai,
ognuno cerca il bene assai
e in mezzo ai sacrifici non ci sa stare.
Ma lì, la grazia interna, non la trova mai.