LEO AMICI
Il vecchio casale

Davanti al camino a forma di bocca di balena, si stringono attorno a lui alcune famiglie fra cui quella di Maria e Antonio.

Dormiva su una rete bucata e un vecchio materasso, aveva una sola coperta militare.

Una volta gli hanno rubato il portafogli proprio in casa, lo hanno svuotato e poi lo hanno lasciato cadere a terra. Un testimone lo ha avvertito ed egli prese altri soldi e li consegnò al ladro: “se ha rubato - disse - ne avrà bisogno ancora”.

Segnava con la croce chi lamentava questo, quell’altro guaio o qualche sofferenza anche fisica. Sapeva confortare, dare consigli appropriati oppure dava una piccola penitenza, preceduta ogni giorno dal segno della Croce per purificare il corpo e lo spirito.

Era sensibile ai problemi dei giovani,
li faceva recitare con lui il rosario o leggeva il Vangelo nelle case.

Le persone lo seguivano di casa in casa anche a
visitare gli ammalati e ad animare le giornate degli anziani nelle case di riposo, negli ospedali e negli istituti per disabili.

Leo Amici si faceva il segno della croce ad ogni pasto e quando passava dinnanzi ad una Chiesa, una Cappella, un cimitero. Rimaneva spesso in silenzio, in raccoglimento, con lo sguardo fisso su un punto per poi sospirare, muovendo appena le labbra, come assorto: “
Mi rallegro un po’ con il Creato”.

Era solenne quando si faceva il Segno della Croce, ma anche semplice, come quando nutriva un passerotto senza piume, caduto dal nido.

Maria osserva, analizza la vita ed il comportamento di Leo Amici, riflette e alla fine sceglie di dedicare la sua vita ad aiutare il prossimo e, d’accordo con il marito, lascia il lavoro. Leo Amici diviene presto parte integrante di questa famiglia composta da Maria, Tonino, Daniela e Stefano che lo ospiteranno e soccorreranno nei momenti di bisogno, fino alla fine. Maria riesce a far nascere in coloro che vogliono conoscere Leo Amici, il desiderio di unirsi e collaborare. Senza indugi e timori, espone a cuore aperto tutti i suoi princìpi, parla della fede in Dio trovata attraverso Leo e della certezza alla quale è arrivata con l’impegno e la ricerca che non finiscono mai. Fu lei a dire a Leo Amici: “Come puoi continuare a lavorare? Non devi farlo più.” E lui: “Per la mia famiglia ho dei risparmi, ma per tutti gli altri se non lavoro come faccio?” Maria rispose così: “Ora siamo in molti ad avere fede, se mettiamo un po’ per uno, non ci peserà troppo. Ci pensiamo noi!”. È sempre la prima a prodigarsi, anche nelle faccende domestiche e in quelle più umili, pur di servire e di aiutare la missione. Scrive e recita la preghiera ad ogni pasto, invitando anche altri a farlo. Per prima raccoglie e trascrive le parole del maestro.

Frasi raccolte dal suo parlare

L’uomo deve corrispondere a se stesso senza farsi condizionare dagli altri.
La volontà è libera.
La vita è un banco di prova.
Nell’uomo ci sono tutti i perché. Basta voler ricercare.
La ricerca è il punto di partenza.
Il bene e il male sono due materie che si possono sentire, toccare e riconoscere:
la natura te lo insegna.
Lo vedi se sbagli.
Nella natura ci sono migliaia di espressioni di Dio.
Nella ricerca trovi il tuo io e ti conosci.
Man mano che vai avanti puoi iniziare a scartare il male.
Il male è tutto ciò che procura male al tuo prossimo.
Quando arriverai alla certezza di Dio potrai realizzare te stesso scartando
i punti negativi e valorizzando quelli positivi.
Ti sentirai utile in mezzo alla società ed ogni cosa la svolgerai con amore.
Ti nascerà la gioia di vivere.
A quel punto, quando avrai terminato il lavoro su te stesso, il male non ti toccherà più
e potrai aiutare un altro perché sarai un uomo vero.
Strappare il nome di Gesù dal mondo significherebbe, per l’uomo, cadere in un abisso di male.
Gesù trionferà.

Prima del Vecchio Casale di Civitavecchia, dopo essere stato minatore, operaio nelle ferrovie e commerciante nella località di Pantano alla “Mattonara”, è operaio in una serra. Interrompe il lavoro per le persone che hanno bisogno di lui e si intrattiene con molti anche alla fine della giornata. In seguito si ferma ai “Padiglioni” dove trova un punto fisso per accogliere tutti, ma raggiunge coloro che lo cercano anche nelle loro case a Civitavecchia, Latina e nel Ternano.

*Maria, scomparsa nel giugno 2002, fu la sua più grande, sensibile, instancabile sostenitrice. Lei e la sua famiglia, dopo i lunghi anni di Civitavecchia, nel 1982 si trasferirono a Monte Colombo per seguirlo e continuarne l’opera.